Ente Autonomo di Aringo
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Consorzio di Aringo

 

SVILUPPO TERRITORIALE – PARTE PRIMA
Far sviluppare un territorio non significa riempirlo di cemento. Lo sviluppo di alcune terre particolarmente verdi, deve essere legato alle attività imprenditoriali, di servizi e di turismo in modo particolare.
Relativamente alle attività imprenditoriali, molto c’è da fare in qualsiasi settore ci si voglia cimentare. Basta sapere che: ”è imprenditore colui che esercita una attività professionale rivolta allo scambio di beni o servizi”.
Questo significa che qualsiasi aspirazione ciascuno di noi possegga, dovrebbe avere spazio e sfogo in modo da essere utilizzata, non solo per ottenere una attività redditizia, ma addirittura per ottenere soddisfazione per ciò che riuscirà a realizzare.
Le nuove attività imprenditoriali, inoltre, sono anche incentivate dallo Stato e dalle Regioni, appositamente per agevolare il ripopolamento delle zone montane e/o scarsamente popolate.
C’è da dire che in determinate zone, quale la nostra, non c’è inflazione e concorrenza nelle attività imprenditoriali, ma, al contrario, c’è ampia scelta: l’unico problema è che manca il numero della popolazione sufficiente a dare il giusto movimento alle attività che si intraprendono, ma, questo problema è facilmente risolvibile attraverso il Consorzio, che si accolla l’incombenza di agevolare i rapporti fra produttori, fornitori e clienti.
Anche nel settore dei servizi ci sarebbe molto da fare. Nelle nostre zone mancano alcuni servizi principali per i quali occorre fare alcuni chilometri per trovarli e poterne usufruire.
E’ un settore che avrà il suo sviluppo grazie al Consorzio. Infatti, con l’incremento dello scambio dei beni, avverrà anche lo scambio dei servizi, in modo automatico, consequenziale e scontato.
In altre parole anche i mestieri legati alle prestazioni di servizi, prima o poi giungeranno nei nostri paesi.
E’ il discorso della ciliegia che tira un’altra ciliegia. Quando si innesta il processo della produzione, di conseguenza si incrementa anche il commercio, grazie allo scambio dei beni e dei servizi.
Per il turismo le nostre zone non hanno nulla da invidiare alle Dolomiti.
L’Abruzzo è dislocato vicino a Roma, dalla quale proviene la maggior parte dei turisti del fine settimana.
Per incrementare il turismo occorre puntare sull’accoglienza. Non abbiamo molti alberghi o pensioni ed anche gli agriturismo sono insufficienti in rapporto alla richiesta.
Mancano attrattive.
Per accoglienza si intende anche “intrattenimenti, svaghi, passeggiate, cavalcate nei sentieri, strutture per fare sport quali palestre, piscine, ma, anche negozi di artigianato e souvenir.
Poiché il turista vuole tutto questo, è necessario fissare l’attenzione anche su questi punti.
Se veramente si vuole partecipare allo sviluppo territoriale, questi intrattenimenti possono essere “lavoro e mestieri” per i residenti.
E’ ovvio che più attrattive ci sono e più i turisti arrivano a frotte.
Relativamente agli alloggi, non necessariamente si dovrà pensare ad alberghi lussuosi: si potrebbe anche pensare di affittare la casa in modo “professionale” ovvero con il criterio di attirare le persone, magari con affitto modesto, tanto per iniziare e per brevi periodi tipo una settimana o due.
Poiché il fine giustifica i mezzi, inventarsi delle attrattive particolari, non guasterebbe ed i turisti sarebbero spronati a tornare.
SCOPO SOCIALE
Favorire i Consorziati nella compra/vendita dei prodotti consorziati.
I prodotti consorziati saranno di tipo misto, affinché non ci siano limitazioni anche nelle adesioni, esempio: alimentari, ma anche attrezzi agricoli, bestiame, oggetti di artigianato, prodotti commerciabili in genere, e non solo.
Per statuto il Consorzio potrà vendere su tutto il territorio nazionale i manufatti e prodotti di ogni genere specialmente quelli locali, adeguatamente confezionati, quali per esempio i salumi e formaggi che rappresentano le specialità.
In funzione di alcune attività, il Consorzio aiuterà i produttori a realizzare le etichette ed i marchi, affinché siano in regola con le leggi che riguardano gli alimenti.
Il Consorzio agevola le vendite dei produttori, ma potrebbe anche apporre il proprio marchio su determinati prodotti.
Il Consorzio trova i clienti per vendere prodotti a costi appetibili, che procureranno lavoro continuo ai residenti per tutto l’anno.
Ristoranti, agriturismo, negozianti, etc.etc. sarebbero tutti clienti consumatori di vini, confetture, pasta, acque, caffè, cioccolate, etc.etc. ovvero di tutti quei prodotti sigillati da vendere senza problemi di “calo”.
I costi competitivi permetteranno il giro di vendite.
I fornitori per alcuni prodotti saranno i produttori locali.
Per le produzioni non locali, che pure verrebbero commerciati, si prenderanno opportuni contatti preliminari per stabilire i costi di acquisto per il Consorzio e per quelli di vendita ai consorziati.
Accordi preliminari stabiliranno i costi di produzione per prodotti locali di cessione al Consorzio, che li venderà ad altro costo.
Potrebbero essere consorziati anche solo i consumatori diretti.

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